Graffiti e marketing a Barcellona

Dilemmi di artisti metropolitani. Che fare se l’amministrazione di una città inasprisce le sanzioni contro gli autori dei famigerati graffiti, ponendoli addirittura nel regolamento cittadino allo stesso livello di “vandali, ubriachi e prostitute”? Si chiudono in un cassetto bombolette e spray e ci si dà agli acquerelli? I “writers” di Barcellona, tra i più apprezzati e scafati d’Europa, hanno trovato un’altra soluzione. Sottile. Legale. E per questo geniale. Sono riusciti a mettersi d’accordo con i negozianti e hanno eletto come sfondo delle proprie “pieces” le saracinesche. C’è chi fa murales (o sarebbe meglio definirli “portales”?) per la gloria e chi addirittura ci fa soldi. E la grigia serranda si è trasformata in uno strumento imprevedibile di marketing. Negli ultimi mesi è diventata una tendenza. Librerie, panifici, gallerie d’arte, pub e persino mercerie e tintorie fanno a gara per avere la loro saracinesca personalizzata. Di notte la città catalana ha ormai l’aspetto surreale di un enorme quadro di Magritte. E se devi dare un appuntamento in un pub, magari il primo che ti viene in mente è quello con la saracinesca di Che Guevara. Altro che vetrine!

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Graffiti e marketing a Barcellonaultima modifica: 2007-04-12T13:25:00+02:00da braineyeheart
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