Ma chi diavolo l’ha inventata l’ora legale???

ora-legale.jpg Piove sempre sul bagnato, si dice. Ma quel giorno grandinava sull’oceano.

Ci sono giorni che nascono sbagliati. Nessuno riesce a capire perché. La chiamano sfortuna. Li chiamano influssi astrali. Chi lo sa. Fatto sta che ci stanno giorni in cui ti alzi dal letto e non te va bene una. Ma proprio nemmeno una.

Quel giorno era domenica. E io dovevo tornare a casa mia. Da Barcellona a Roma. Dovevo salutare il mio ragazzo. E metti che già questo è tutt’altro che una passeggiata. Sebbene dovrei ormai esserci abituata. Avevo un volo con Vueling. Da El Prat. Di lusso, fin qui. Metti però che il volo era alle 7.55. E dovevamo fare una levataccia alle 5 del mattino. Metti anche che io e S. non siamo proprio quel che si dice una coppia di allodole. Due bei gufetti, in realtà. Possiamo anche star svegli tutta la notte. Ma al mattino svegliarci è un’impresa titanica.

Insomma, la giornata partiva già un po’ storta. Perché partiva presto. E perché significava ritorno al tran tran di tutti i giorni. Da soli, per giunta. Io a Roma. Lui a Barcellona.

Perciò mi sembrò strano come iniziarono ad andare le cose. L’ultima volta che son tornata da Barcellona mi hanno rotto una valigia. E sono rimasta senza un letto (e un tetto) per la notte. Invece quella mattina sembrava filare tutto liscio. Usciti di casa in tempo. Alzati dal letto addirittura alla seconda sveglia. Saliti sulla navetta alle 6 del mattino. Persino del tempo per la colazione ci sarebbe rimasto. Wow! C’era una nota stonata però. E non capivo cos’era.

Arriviamo in aeroporto. Schermo delle partenze. Ecco lì il volo per Roma. Bene. Lampeggia la scritta “Imbarco”… Imbarco? Cosa??? Sono solo le 6.50, accidenti!

Un attimo di scollamento spazio-temporale.

Quegli attimi meravigliosi e indescrivibili in cui non capisci cosa diavolo stia succedendo.

È solo un attimo. Poi il lampo. La rivelazione.

Se questo fosse un cartone si sentirebbe soltanto: “Flash!”. Ma non è un cartone. Posso solo scriverlo in parole. ORA LEGALE. Azz…! 25 marzo: ora legale. Oggi vanno avanti gli orologi.

Sono le 7.50. L’aereo decolla tra soltanto 5 minuti. Ho avuto l’assurda precisione di prenotare un biglietto il giorno in cui entra l’ora legale. L’assurda idea di prenotarlo un mese prima. L’assurda fortuna di pagarlo soltanto 20 euro, tasse incluse. L’assurda incoscienza di dimenticarmene. E adesso l’aereo vola via senza di me.

Ma S. non si perde d’animo. Non l’ho mai visto in preda al panico, dacchè lo conosco. Si dirige a passo mooooolto rapido verso il box informazioni. Credo che non ci creda ancora che proprio oggi inizia ‘sta benedetta ora legale. Lui è più distratto di me, ma è anche più ottimista. Piuttosto pensa a un errore sugli schermi. Eppure non è un errore. Non del tabellone almeno. L’hostess conferma. E ci consiglia un volo con cui partire più tardi. C’è un po’ di fila alla biglietteria Vueling. Mi consolo pensando che non siamo gli unici a fare simili pasticci. E intanto elucubriamo una teoria secondo cui la data dell’inizio dell’ora legale oscilla a bella posta. Un complotto delle compagnie aeree. E di chissà chi altro. Speculano sulla distrazione della gente. E sugli sfigati come noi che sono senza internet da una settimana (ma sì! anche i costruttori di router difettosi fanno parte del complotto: riscuotono una percentuale su questi incassi truffaldini!).

Un ragazzo americano disperato chiede un biglietto per Roma. 140 euro! Persino sul viso di S. intravedo un leggero moto di panico. Adesso mi dispero sul serio.

Ma in fin dei conti non mi va male come temo. C’è un altro volo per Fiumicino alle 12.20. E si può ancora fare il cambio. Il supplemento è solo di 50 euro. Ora sì che c’è il tempo per la colazione.

E pure per un’ultima lunga chiacchierata assonnata su due scomodi sedili dell’ingresso dell’aeroporto.

Alle 9.30 vado a fare il check in, come mi ha suggerito l’uomo della biglietteria. Mi pare strano così presto. Non c’è nemmeno un banco dove compare la scritta “Roma”. Eppure ci fidiamo di un’hostess che ci garantisce che può già registrare il mio bagaglio. Bè… fidarci è una parola grossa. Sulla sua testa lampeggia minaccioso un inequivocabile “Paris”. L’hostess dall’aria timida stacca l’adesivo e lo applica al manico del mio bello e capiente trolley azzurro. C’è scritto FCO. Fiumicino. Però qualcosa ci dice di non fidarci. “E’ sicura che la valigia non finirà a Parigi?”. È S. che fa lo scettico adesso. Seconda sorpresa della giornata. Lui è sempre così fiducioso nel genere umano! E in Vueling in particolare. L’hostess fa una risatina poco convinta. Ci guardiamo in faccia impotenti. Poi osserviamo malinconicamente la valigia allontanarsi sul nastro trasportatore. Finchè non viene inghiottita verso un destino ignoto. Parigi? O Roma? Come nei migliori thriller, non lo saprete che alla prossima puntata.

Ma chi diavolo l’ha inventata l’ora legale???ultima modifica: 2007-03-30T13:20:00+02:00da braineyeheart
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