Le pubblicità che non avete mai visto

pubblicità-mai-vista.jpg Arrivando a Roma Termini un bel giorno di Marzo prendetevi un po’ di tempo per voi. Da ieri è aperta una mostra interessante al Mezzanino giallo di via Giolitti 34: “Pubblicità con giudizio. 40 anni di pubblicità vista dal Giurì“.

Immaginate. Tutta la pubblicità che non avete mai visto perchè bocciata dallo Iap, Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (nato nel 1966), esposta anche al vostro di giudizio, con tutti i pro e i contro approfonditamente esplicitati. Un’occasione unica per un viaggio nel senso del pudore italiano degli ultimi quarant’anni e dell’istituzione creata per proteggere la dignità culturale italiana in particolare e umana in generale. Per rendervi conto quanto possiamo essere politicamente scorretti, maliziosi e “bastard inside” noi che lavoriamo (o vorremmo farlo) in campo pubblicitario! Le dichiarazioni dello Iap, invece, insistono nel sottolineare la volontà di “intensificare il dialogo con i cittadini che sono sia i principali segnalatori delle pubblicità ritenute scorrette, sia coloro che beneficiano delle decisioni autodisciplinari”. Una cinquantina tra spot e manifesti che tra l’altro danno uno spaccato dell’evoluzione linguistica e comunicativa dell’Italia degli ultimi quarant’anni.

Lo scorso anno la mostra è stata a Milano e ha accolto più di un milione di visitatori. Si articola in sei sezioni:

1. Il corpo dei desideri”, che si concentra sull’uso, talvolta sbagliato, del corpo femminile in pubblicità;

2. Credere o non credere”, inerente a tutte quelle campagne che veicolano messaggi ingannevoli;

3. Colpire l’occhio”, che propone quelle pubblicità volgari, raccapriccianti, destinate esclusivamente a colpire lo spettatore;

4. La cintura di sicurezza”, che mostra i messaggi che violano le regole sulla sicurezza stradale e quelle contro l’abuso di alcool;

5. Scherza con i fanti”, che si riferisce alla sensibilità religiosa;

6. I bambini ci guardano”, inerente ai diritti dell’infanzia.

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Insomma, non è uno scherzo. Gli studi psicologici, neurologici e antropologici confermano l’imprevedibilità delle reazioni del cervello umano esposto ad alcuni fenomeni forti di comunicazione. Ancora a metà del novecento scriveva McLuhan in La sposa meccanica: “La moderna Cappuccetto Rosso, allevata a suon di spot pubblicitari, non ha nulla in contrario a lasciarsi mangiare dal lupo”. La pubblicità per raggiungere il suo scopo, è pronta anche a scavalcare qualsiasi norma etico-morale. Senza contare che negli ultimi anni, secondo Umberto Galimberti, ordinario di Filosofia della Storia all’Università di Venezia, la pubblicità è passata dalla promozione dell’“avere” alla promozione dell’“essere”. L’uomo del XXI secolo è diventato un soggetto che desidera. Ed è la pubblicità che ha trasformato la nostra natura. Più che una minaccia è un dato di fatto. La consapevolezza però ci rende liberi. Di desiderare o no. E trasforma ciò che può essere una minaccia in un’opportunità.

pubblicità-mai-vista3.jpgLa mostra è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 22. Per chi fosse interessato ma non può fare una capatina a Roma entro il 31 marzo, è disponibile il catalogo della mostra, pubblicato dalle Edizioni Mazzotta ed acquistabile anche online. In rete c’è pure un blog con alcune foto della mostra e le suddette ragioni pro e contro. Certo, dipende dal senso etico e critico personale, ma vi dirò: certune sono piuttosto volgari, altre persino divertenti. Di certo in TV ce ne stanno alcune che devono essere sfuggite all’attenta supervisione del Giurì. Chissà come mai…

Comunque, alla mostra io ci vado domani. E voi?

 

“La moderna Cappuccetto Rosso, allevata a suon di spot pubblicitari, non ha nulla in contrario a lasciarsi mangiare dal lupo”

Le pubblicità che non avete mai vistoultima modifica: 2007-03-02T13:15:00+01:00da braineyeheart
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