La strada da prendere

Quando viaggi non ti chiedi mai che strada devi prendere. Hai sempre una specie di fiducia metafisica che la strada si mostri da sé, che il tuo inconscio sia perfettamente in grado, se lasciato libero, di percorrere il cammino migliore. Che le scoperte siano dietro l’angolo. E siano tutte eccitanti, tutte belle, tutte su misura per te. E poi si può sempre tornare indietro e prenderne un’altra. Di strada. Ma quando il viaggio è la tua vita, chissà perché non è mai così semplice. La via da prendere è buia. Oscura. Fa paura. E se ti trovi davanti a un bivio (o peggio davanti a un incrocio) il viaggio si interrompe e iniziano i dubbi, le insicurezze. L’angoscia. Forse perché sai che la vita è una e hai paura di sprecarla, di perdere del tempo prezioso. Di tradirla. E perché non sempre, purtroppo, si può tornare indietro.


Se sei insoddisfatto di qualcosa – anche di una buona cosa che vorresti fare, ma non sei in grado di farla – smetti ora. Se le cose non stanno andando bene, ci sono solo due spiegazioni: o la tua perseveranza è messa alla prova, o hai bisogno di cambiare direzione. Per scoprire quale delle due opzioni è corretta – dal momento che sono opposte l’una all’altra – usa il silenzio e la preghiera. Poco a poco, le cose diverranno stranamente chiare, fino a che non avrai sufficiente forza per scegliere. Una volta che hai preso la tua decisione, dimentica completamente l’altra possibilità. E vai avanti, perché Dio è il Dio del Valoroso. Domingos Sabino dice: “Tutto va sempre per il meglio. Se le cose non stanno andando bene, è perché non hai ancora raggiunto la fine”.

I racconti del Maktub, Paulo Coelho

La strada da prendereultima modifica: 2006-11-13T11:55:00+01:00da braineyeheart
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