Barcellona dal Tibidabo

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“Ci sposammo in municipio una mattina di febbraio e il nostro viaggio di nozze consistette nel salire sul Tibidabo con la funicolare per ammirare dal belvedere la città immersa nella foschia”.
L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafòn

Anch’io l’ho vista. Come Nuria Monfort, uno dei personaggi del romanzo. La città immersa nella foschia. Con poche varianti. Era un pomeriggio di luglio. Non febbraio. Un tramonto rosato e umido. Spirava un vento strano. Quasi settembrino. Faceva persino fresco. Non un turista. Il custode ci chiuse sull’affaccio per 5 minuti, facendo uno strappo alla regola poichè, essendo arrivati all’orario di chiusura, aveva visto la delusione dipinta sui nostri volti. Con me c’era solo il mio ragazzo, che vive lì a Barcellona. Non eravamo sposati, ma era tutto perfetto come in viaggio di  nozze. O come in un romanzo. Sul Tibidabo salimmo con il celeberrimo Tram Blau, con gli interni di legno, come i vecchi e preziosi treni di un tempo che fu. L’ultimo tratto con la funicolare. Rumorosa e divertente come una giostra. Un viaggio lungo. Lento. Perché a rimirare la bellezza un iniziato ci arriva così. Dopo pazienti, lunghe attese. Benedetta la lentezza, se il premio  finale è il sole che tramonta su una città come quella.  Su un panorama come quello.  In quell’atmosfera surreale, tra  chiese severe dagli affreschi drammatici e spensierati, chiassosi luna park. Forse è vero che è tra gli opposti che capisci un po’ di più di quello che è il mondo. E di quello che sei tu.

Il Tibidabo è una collina alta 512 metri che sovrasta Barcellona.

Ospita un parco di attrazioni costruito più di cento anni fa: il luna park più antico di Spagna ed il secondo più antico d’Europa.

C’è anche un piccolo belvedere dal quale si domina la città catalana ed una chiesa dedicata a San Giovanni Bosco, costruita tra il 1902 e il 1961.
Il Tibidabo deve il suo nome alla vista mozzafiato che si gode dalla sua cima, che ricorda quella descritta nel passo del Vangelo in cui Satana porta Gesù sulla cima di un monte, invitandolo a guardare davanti a sé. A quel punto gli dice “Ti darò tutto ciò che vedi se mi adorerai” (Tibi dabo in latino vuol dire “ti darò”).

Barcellona dal Tibidaboultima modifica: 2006-11-04T11:15:00+01:00da braineyeheart
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