Il paradiso sa di rose e cioccolata

52086013_3dc19e782a.jpg Fino a poco tempo fa conoscevo Escribà solo per i deliziosi croissant della domenica mattina. Ogni weekend è ormai un appuntamento fisso. Costringo il mio ragazzo ad alzarsi ad un’ora indegna e si va a gustare cappuccino e croissant da Escribà. Il programma è sempre lo stesso. E anche il cornetto: al cioccolato, ovviamente. Ci sediamo all’aperto, nella minuscola calle al riparo dai turisti della Rambla. Oppure dentro la calda bottega dallo stile modernista. Assaporiamo il nostro fragrante cornetto artigianale. Il paradiso deve avere quel sapore.

Se i tuoi sensi, mentre assapori, sono in grado di obbedirti per altre esplorazioni sinestetiche, in vetrina puoi ammirare i fantasmagorici anelli di caramella ideati da Christian Escribà. Presentati per la prima volta nel 2005 e già diventati un mito tra le esposizioni e le passerelle più fashion d’Europa. Puoi acquistarne uno alla cifra abbastanza modica, tutto sommato, di 30 euro circa.

E’ così che ho conosciuto Escribà. Poi questa domenica è successo qualcosa. A parte la cameriera scostante che stona un po’ con l’ambiente, a cui purtroppo mi sono già abituata. Aspettavamo i croissant, disciplinatamente seduti al nostro tavolino di ferro battuto. Le ultime sorsate di cappuccino a raffreddarsi nelle tazze. E ad inacidirsi dietro l’umore della cameriera. Ad un tratto è entr ato un ragazzo con i ricci scuri, una sciarpa azzurra e una sgargiante rosa rossa. Si è fermato trepidante dietro il bancone, il sole a disegnarne il profilo scuro. Non ne distinguevi bene i lineamenti contro i vetri satinati della bottega. Ma che sorrideva lo capivi. Ha indicato qualcosa alla commessa. Questa ha sollevato delicatamente un sorprendente pupazzetto di cioccolata e l’ha amorevolmente avvolto nella carta patinata. Il ragazzo la guardava attento. Poi ha pagato ed è andato via. Ovviamente la mia immaginazione galoppante non si è fermata dall’immaginare la prevedibile destinataria del dolce regalo. Sono andata oltre. Perchè cosa spingeva quel giovane a regalare alla sua bella oltre al fiore, un pupazzetto di cioccolata? Cosa c’è dietro una scelta simile? Ho fatto una piccola indagine sulla pasticceria. E ho scoperto un intero mondo. Di zucchero, guerra e cioccolata. E se per gli esseri umani c’è salvezza e per storie così che il paradiso diventa possibile.

Escribà ha una di quelle storie che ti affascinano. Una di quelle storie fatte di passione, arte e fantasia. Non è solo la pasticceria più antica e rinomata di Barcellona (leggetevi la storia: nel 1906, quando ha aperto sulla Gran Via, era una panetteria, poi è diventata una pasticceria, quindi una cioccolatteria e ora una specie di laboratorio artistico). Non produce semplicemente gli anelli di caramella più stupefacenti che abbiate mai visto. Ha attraversato la Storia indenne, adattando la propria identità al passare del tempo.

Dal maggio 2007 ha anche uno dei siti più seducenti della rete, a metà tra un paradiso e una favola. E se date un’occhiata alla galleria delle torte e delle sculture presenti sul sito, rimarrete senza parole. Io ho deciso: la mia torta di nozze sarà un fantasioso arabesco Escribà. E voi? Se volete fare un regalo sorprendente, perchè non sfogliare il catalogo Escribà?
Il sito per adesso è solo in castigliano, ma presto seguirà la localizzazione in altre tre lingue. Intanto, se passate da Barcellona fate un salto alla bottega della Rambla 83 o della Gran Via 546. Perchè a volte la vita è strata. Ti fa capire un sacco di cose con una rosa e un pupazzetto di cioccolata.

Il paradiso sa di rose e cioccolataultima modifica: 2007-10-19T13:40:00+00:00da braineyeheart
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