“Tenetemi d’occhio che mi perdo”

valigia.jpgIl colmo… una valigia che è stata in più posti di me. Ci credereste se vi dicessi che me l’hanno persa per la seconda volta consecutiva? Ebbene sì.  Venerdì sera. Tratta Roma Fiumicino-Catania, con Air One. Sigh… ma stavolta sono stati più efficienti. La valigia è già stata ritrovata.

L’ufficio Lost & Found dell’aeroporto di Catania (SAC) funziona. E pure bene. Le impiegate non hanno l’aria triste e indifferente. Sono gentili, partecipi e sanno il fatto loro. Non aspettano che sia tu ad andarle a cercare disperata. Ti spuntano alle spalle con aria efficiente e rassicurante quando tu stai ancora davanti al nastro a sperare che tra un minuto spunterà la tua valigia, che sicuramente quelli del trasporto se la stanno prendendo comoda, e ti informano dolenti che sì, purtroppo il volo è già completo, ma stia tranquilla che con i voli che passano da Roma Fiumicino succede spesso e domani certamente la riavrà indietro. Ti accompagnano determinate verso lo sportello del Lost & Found, ti chiedono particolari approfonditi sull’aspetto e la psicologia del tuo inquieto bagaglio e ti gratificano con un sorriso se hai pensato ad attaccarci sopra un’etichetta con il tuo nome e indirizzo o qualche altro inequivocabile segno di riconoscimento, tipo – che so – un portachiavi a forma di maialino tirolese. Sbrigano la pratica in pochi minuti e il documento che ti rilasciano è chiaro ed efficiente. Se chiami al centralino telefonico il giorno dopo ti risponde un’energica voce meccanica che ti chiede in quale lingua preferisci dialogare e digitando il numero della denuncia direttamente sul tastierino numerico del telefono puoi sapere se la tua valigia è stata già ritrovata o no. Appena hanno notizie quelli della SAC ti chiamano subito, prima al cellulare e poi al numero di casa. Ti chiedono un appuntamento per riportartela direttamente al tuo alloggio e se hai urgenza di riaverla e vivi in un paesino un po’ sperduto fanno di tutto per darti priorità nella consegna. Non è finita. Ti mandano un sms per informarti quando è arrivata sana e salva in aeroporto e un altro nel momento in cui il corriere la prende in consegna.

E poi ecco che è domenica mattina, sono le 8 per essere precisi e stai ancora dormendo pacifica, e il giovane fattorino ti citofona cinguettante: “Son qui con la sua valigia. Che piano, signora?”. Ed eccola lì, sulla soglia, la disgraziata. La guardi con aria severa, ma solo per un momento. Se ne sta lì, fresca fresca e un po’ eccitata dal viaggio appena concluso. Con un’altra cerniera spezzata dalle vicissitudini. Benedetta ragazza. Che può farci se le piace tanto stare da sola a guardarsi un po’ di mondo? Forse dovresti attaccarci sopra un cartello. Qualcosa del tipo “Mi piace andarmene in giro. Tenetemi d’occhio che mi perdo”.

“Tenetemi d’occhio che mi perdo”ultima modifica: 2007-05-06T13:35:00+00:00da braineyeheart
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento